La natura che ti fa bene

Zecche: conosciamo meglio questi parassiti

Zecche: conosciamo meglio questi parassiti

 

 

Torna il sole e il caldo, e le zecche escono dal letargo: le antipatiche si appostano sull’estremità delle piante e aspettano lo sfortunato passante che si sta facendo l’escursione della domenica, per poi aggrapparvisi.

 

Perché sì, a differenza di quanto sia comune credere le zecche non solo non sono associate allo “sporco” o al non lavarsi, ma non sono in grado di saltare e di volare: questi aracnidi (fanno parte della stessa classe di ragni e scorpioni) attendono con pazienza e si aggrappano con le loro zampette appena un uomo o un animale passa loro vicino.

Non sono schizzinose: se questo ospite è caldo ed emana anidride carbonica hanno fatto bingo, così cercano subito il posto adatto dove letteralmente infilare la testa sotto la pelle e succhiare il sangue, utile per passare allo stadio vitale successivo o far maturare le uova. Sì, nutriamo i loro figli 😍

Durante tutto il pasto, che può durare diversi giorni, restano saldamente attaccate all’ospite finché non sono sazie (diventando dei palloncini) e si lasciano cadere, per andare a ripararsi in qualche luogo e fare la muta (o deporre le uova).

Il morso di per sé non è né doloroso né pericoloso, il problema è che se la zecca rimane attaccata per molte ore può rigurgitare nella ferita parte del pasto (sì, soffre pure di reflusso!), inoculando così i più disparati agenti patogeni.


Venghino Siòri, oggi sul menù abbiamo (malattie che possono attaccare sia uomini che animali );
- Flavivirus, che causano l’encefalite da zecca;
- Borrelie, che provocano la malattia di Lyme e febbri ricorrenti;
- Rickettsie, che provocano la febbre bottonosa;
- varie ed eventuali.

Per prevenire che le zecche vi si attacchino addosso è bene osservare alcuni accorgimenti quando passeggiate nella natura: non camminate con parti cutanee esposte nell’erba alta, meglio farlo indossando abiti chiari sui quali il colore scuro delle zecche diventa ben visibile; usare prodotti repellenti su di sé e su eventuali animali domestici che ci accompagnano; infine, al termine di una qualunque escursione, esaminare attentamente ogni centimetro della propria pelle, ancora meglio se lo facciamo fare a qualcun altro: alcune zecche possono essere sotto il millimetro! 

 

Per proteggersi ulteriormente, dopo una camminata fra prati e boschi o un pomeriggio all’aria aperta, è bene spazzolare accuratamente il cane sulla soglia di casa al rientro, dotandosi di guanti. Se le temperature lo consentono, inoltre, l’ideale sarebbe sottoporre Fido a un bagnetto. Queste operazioni dovrebbero essere effettuate anche in caso si utilizzino repellenti o collari antipulci e antizanzare, perché non sempre riescono a tenere lontano il 100% dei fastidiosi parassiti.

 

E se non siamo stati attenti e scopriamo di avere una zecca attaccata a noi o al nostro amico a 4 zampe, che facciamo? Bene, leggete con ATTENZIONE perché le cose che dirò sono quelle che mi vengono SEMPRE dette quando visito un paziente con una zecca attaccata, poi non dite che non vi avevo avvisato: NON USATE alcol, benzina, acetone, ammoniaca, olio, oggetti roventi, fiammiferi o sigarette sulla zecca! Sortite solo l’effetto deleterio di irritarla, portandola a VOMITARE dentro di voi le schifezze che ha nello stomaco. La zecca va semplicemente afferrata con delle pinzette a punte sottili il più vicino possibile alla pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere dei movimenti rotatori. Di nuovo attenzione: va presa vicino alla pelle perché è lì che c’è lo scudo dorsale (la parte più scura che vedete nell’immagine), insomma dove il corpo è più duro. Se la prendete dall’addome finirete sempre per farla rigurgitare o addirittura farla esplodere, rendendo più difficile la rimozione. Se non volete rischiare, si vendono in farmacia dei kit per la rimozione sicura. Se la zecca si spezza e il rostro resta all’interno utilizzate un ago di siringa sterile per rimuoverlo. Dopo la rimozione disinfettate accuratamente la cute con disinfettanti che non tingono, quindi niente tintura di iodio, eosina o mercurocromo: serve a noi medici per capire se nei giorni successivi la zona si infiamma. Se non siete coperti, questa è una buona occasione per fare il richiamo del vaccino tetanico (non potete mai sapere dove abbia messo prima la bocca quella schifosa). Successivamente non dovete fare più nulla, se non controllare la zona per i successivi 30-40 giorni, per vedere se compaiono segni di infezione (alone rossastro che si allarga a bersaglio, febbre, debolezza, ingrossamento dei linfonodi, dolori articolari): SOLO IN QUEI CASI è indicato l’inizio di una terapia antibiotica, non prima.

 

E non dimenticate, con la zecca rimossa sfogate i vostri più profondi e inconfessati istinti maligni: bruciarla sul rogo invocando gli Antichi può essere una soluzione. Basta che dopo vi laviate le mani.

 

Altri Post